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"Intorno a noi si sviluppano tantissimi piccoli universi ricchi di contenuti, tutti urlanti e in competizione per la nostra attenzione"

Byung Chul Han

Mission

Hey sono qui, sono online...guarda qua, ci sono anch'io!

Com'è difficile farsi notare nel mare magnum di contenuti che circolano in internet. Il rischio è di urlare senza ricevere alcuna risposta. Ho spesso immaginato la rete come un non-luogo, uno spazio indefinito, dai confini labili e poco chiari abitato da tante piccole isole a loro volta popolate da tanti, tantissimi, contenuti multimediali.
Heyimhereim.online nasce con lo scopo di raccogliere materiali utili allo studio di tesi. Il progetto artistico di quest'ultima, consisterà nella creazione di una galleria virtuale browser-based. Tale galleria sarà quanto di più lontano possa esserci dal tradizionale white cube: un posto senza confini, senza tempo; uno spazio da esplorare e navigare in totale libertà dal proprio computer. Saranno le scelte del singolo a guidare la fruizione delle opere in mostra e non la struttura stessa: niente percorsi, niente itinerari, solo il desiderio di immergersi e navigare nel liquido virtuale.

OWW

Occupy White Walls, OWW in breve, è un videogioco MMO in cui i player possono, mediante degli avatar alla De Cherico, creare uno spazio fisico dove poter mettere in mostra una serie di opere d'arte. I modelli architettonici a disposizione del giocatore sono oltre 2000 e più di 6000 sono le opere d'arte del XVIII e XIX secolo fra le quali scegliere. Le possibilità di creazione sono davvero infinite. Sembrerebbe un gioco per intenditori e invece no perchè un'intelligenza artificiale dal nome DAISY (Radical Art Discovery AI) impara i gusti artistici del giocatore al quale offre un'accurata selezione di opere affini ai suoi interessi. Libertà di intervento e di creazione, interazione continua con gli altri giorcatori e, non meno importante, zero costi di partecipazione.

DiMoDa

Il Digital Museum of Digital Art, meglio noto come DiMoDa, è un museo d'arte virtuale dedicato alla conservazione e all'esposizione di opere d'arte VR contemporanee. Concepito nel 2013 da Alfredo Salazar-Caro e William Robertson, DiMoDA ha realizzato tre mostre, con 15 esperienze VR progettate da diversi artisti. Le mostre possono essere fruite sul proprio computer scricando un'apposita applicazione rilasciata dal sito stesso.
L'idea di galleria virtuale cho in mente somiglia molto all'estetica di DiMoDa. Mi piacerebbe molto che la fruizione fosse online o non attraverso un'applicazione da scaricare sul proprio dispositivo. Ma su questo devo ancora ragionarci.

New
Museum

Il New Museum of Contemporary Art, noto semplicemente come New Museum, fu fondato nel 1977 da Marcia Tucker a New York City. Direttrice del Whitney Museum dal 1967 al 1976, si accorse che le opere appartenenti ad artisti viventi facevano fatica a inserirsi nelle strutture museali tradizionali. Spinta dal desiderio di presentare tali artisti nel panorama contemporaneo studiò un'istutuzione in grado di accogliere e presentare le loro opere. Nacque così il New Museum, uno spazio in bilico fra museo tradizionale e luogo alternativo, fucina di progetti e incubatrice di idee. La missione dichiarata del museo è quella di essere uno spazio espositivo, informativo e documentativo dell'arte presente. Insomma, un bel trampolino di lancio per i neo-artisti.
Nel 2003, il museo costituì una collaborazione con Rhizome, una piattaforma on line per l'arte multimediale globale. Interessante è la serie di progetti online che insieme lanciano sotto il nome di "First Look: New Art Online". Raccoglie opere digitali (molte di queste su commissione) presenti esclusivamente online e quindi accessibili solo dal proprio computer. Videogame browser-based, performance online, video che circolano come pubblicità su piattaforme proprietarie come Youtube, internet soap opera, pitture digitali e molto altro. Fra questi un'esibizione in realtà virtuale dal nome "First Look: Artists' VR" che prevedere l'uso di una applicazione scaricabile gratuitamente sul proprio dispositivo per la fruizione delle opere audiovisive. Queste ultime possono essere scaricate sul proprio device o visualizzate in stream tramite Google Cardboard o altri visori o semplicemente muovendo il dispositivo per godere di una visione a 360 gradi. Molto interessante è la loro recente partnership con la Apple per la creazione di un'esposizione di opere VR nello spazio urbano. AR[T] Walk è un'esperienza strutturata si una passaggiata fra i luoghi simbolo di diverse città alla ricerca di opere appartenenti ad artisti di fama mondiale, fruibili in AR con i propri dispositivi. Il tutto gratuitamente.

Chelsea
Neen World

Per comprendere bene di cosa stiamo parlando, è necessario fare un passo indietro di 22 anni. Miltos Manetas, artista greco di nascita, cosmopolita d'animo, nel 1998 crea insieme all'amico architetto Angelidakis, Chelsea, una città virtuale per l'arte e l'architettura. Si tratta di un primordiale tentativo di occupazione e abitazione dello spazio che la rete metteva a disposizione. Basandosi sulla piattaforma ActiveWorlds, gli utenti erano invitati a costruire degli edifici abitandoli con i propri lavori. La città era frequentata non solo da artisti ma anche architetti, collezionisti, curatori e instituzioni. E così fu anche per Neen World, un esperimento di architettura aperta cominciato come un Active World e pensato per i membri del movimento Neen dove incontrarsi, passeggiare e parlarsi on.line

Whitney
Biennial

Nel 2002 ha la brillante idea di comprare il dominio whitneybiennial.com al tempo libero. Da sottolineare che nei primi anni 2000 i musei e le gallerie non erano ancora così presenti online come lo sono oggi, perciò era comune trovare domini liberi con nomi di grandi istituzioni o personaggi pubblici. Manetas non ci pensa due volte, occupa il sito e organizza un'esposizione virtuale sfidando apertamente l'ufficiale biennale del Whitney Museum of American Art di New York. Aldilà del polverone alzato dall'azione provocatoria di Manetas, è interessante assistere ad un iniziale tentativo di esposizione online di opere digitali, create appositamente per essere usufruite tramite browser. Guardare oggi la biennale di Manetas fa sorridere per la sua bidimensionalità a scorrimento orizzontale ma è importante esempio di come sia possibile creare un luogo atto ad ospitare opere audiovisuali, spesso interattive, in dialogo non tanto con lo spazio che le conteine quanto con il monitor che le delimita e il browser che le legge.

Artport

Rimanendo in tema Whitney, come non citare il portale dedicato all'arte in internet lanciato dal museo nel 2001. "Artport" promuove e commisiona opere di net art e new media art. Fra le varie iniziative, interessanti sono i progetti raccolti nella sezione "Sunrise/Sunset" curata da Christiane Paul. Si tratta di interventi temporanei appositamente pensati e usufruibili esclusivamente nel sito del museo. Visibili solo all'alba e al tramonto (newyorkesi), i lavori fanno del sito il loro habitat andando ad interferire sulla sua accessibilità. E' questo un bell'esempio di come un progetto browser-based non necessiti necessariamente di uno spazio tradizionale per la sua attuazione ma può abitare la rete colonizzando strutture non propriamente deputate alla sua manifestazione.

Acute Art

Analizziamo ora un'interessante realtà contemporanea che ha fatto del virtuale il suo punto di forza. Si tratta dell'Acute Art, un progetto che raccoglie diversi artisti e che promuove opere innovative basate su Virtual Reality (VR), Augmented Reality (AR) e Mixed Reality (MR). Fra gli artisti in mostra troviamo Marina Abramović, Nathalie Djurberg e Hans Berg, Olafur Eliasson, Antony Gormley, Anish Kapoor, Bjarne Melgaard, Jeff Koons e molti altri. Le opere sono accessibili tramite il sito web dedicato o l'app per smartphone gratuitamente scaricabile con la quale accedere in particolare alle opere in AR e VR tramite anche cardboard headset. Una modalità espositiva accessibile a tutti comodamente da casa, utile in un periodo d'emergenza come quello che stiamo vivendo. Basta accedere al sito web o all'app ed ecco che Marina Abramović si materializza davanti ai nostri occhi; la ballerina di Jeff Koons prende vita e balla; Ai Weiwei ci accompagna fra i profughi con video a 360. Immersione, coinvolgimento, vicinanza, amplificazione, sono le parole chiave attraverso le quali i lavori si articolano trascinando lo spettatore in mondi e spazi nuovi. Curato da Daniel Birnbaum, l'Acute Art apre le porte ad una nuova frontiera dell'arte sempre più all'avanguardia e vicina alla sensibilità di un pubblico non più mero spettatore ma vero e proprio protagonista e padrone della manifestazione artistica.

360
VR Room

Il 18 Gennaio 2018 alla Collezione Zabludowicz di Londra, viene lanciata la prima sala unicamente dedicata a opere in realtà virtuale. "La tecnologia VR offre un nuovo mezzo per creare e sovvertire la nostra interazione con l'ambiente, consentendo alle immagini di diventare scultoree e incoraggiando un diverso tipo di attenzione", afferma Maitreyi Maheshwari, direttore del programma della Collezione. 360: VR Room è uno spazio che consente agli artisti di esplorare la realtà virtuale e allo spettatore di fare esperienza di opere pioneristiche e d'avanguardia. Lo spazio venne inaugurato con un'opera di Rachel Rossin del 2015: "I Came and Went as a Ghost Hand (Cycle 2)". Rossin portò in esposizione spazi personali, studi e camere da letto creati da immagini manipolate digitalmente. Ad oggi la Collezione conta una piccola ma interessante raccolta di lavori in VR con un unico chiaro scopo: sperimentare l'immersività e il coinvolgimento emotivo e sensoriale che il mezzo offre regalando allo spettatore percezioni ed emozioni uniche.

Radiance

Radiance è una piattaforma di ricerca e un database storico dedicato alla VR art. Fondato da Tina Sauerländer e Philip Hausmeier, la sua missione è presentare artisti che lavorano con la realtà virtuale da tutto il mondo per creare visibilità e accessibilità. La piattaforma lavora a stretto contatto con artisti e collabora con istituzioni, curatori e collezionisti indipendenti. Si presenta come anello di congiunzione fra artisti e musei disposti ad accogliere opere in VR. Lanciato nel Settembre 2017, la piattaforma comprende oggi oltre 50 artisti e gli utenti possono navigare per artista o categorie. Le esperienze artistiche sono disponibili per varie cuffie VR che vanno da HTC Vive, Oculus Rift alle piattaforme VR mobili. Oltre a opere estremamente recenti, Radince propone anche sperimentazioni primordiali con il VR come fu il caso di A Topological Slide di Michael Scroggins del 1994 di cui oggi rimangono solo immagini e video di documentazione. L'opera prevedeva la visione stereo grandangolare interattiva di uno spazio tridimensionale navigabile grazie anche le oscillazioni corporee tramite un visore a caschetto.

HeK

HeK acronimo di House of electronic Arts, è un museo di arte contemporanea sito a Basel in Svizzera. Si tratta di un luogo dedicato alla cultura digitale e alle nuove forme d'arte dell'era dell'informazione teso allo sviluppo di un "discorso creativo e critico sull'impatto estetico, sociopolitico ed economico delle tecnologie dei media". Il centro espositivo partecipa attivamente alla promozione e sviluppo dell'arte del XXI secolo con un approccio interdisciplinare: dal design alle arti visive, dalla danza al teatro. Travalica i confini con un ampio programma di eventi fra cui mostre, festival, spettacoli, concerti, incontri educativi, premi (come il "net based award" conclusosi purtroppo alla sua terza edizione per mancanza di fondi). HeK partecipa attivamente al dibattito sulla digitalizzazione nell'era dell'informazione proponendo una selezione di artisti e opere degne di nota. Nella sezione Internet Artwork vengono presentati lavori net-based e nel 2017 presenta "The Unframed World", una mostra collettiva internazionale curata da Tina Sauerländer, incentrata sull'utilizzo della tecnologia VR in campo artistico: "come componente attivo e punto centrale, lo spettatore o l'utente si muove nello spazio illusorio e percepisce una presenza di sé, nonché le proporzioni e le dimensioni dell'ambiente circostante." Ma non solo, oltre alle attività finora citate, dal 2016 HeK studia metodologie utili alla conservazione dell'arte digitale tramite una serie di eventi dal nome "Conservation Piece(s)" dove venogno chiamati in causa esperti e teorici del campo.

Hubs
by moz://a

Hubs è una VR chat room progettata per la creazione di ambienti compatibili con qualsiasi tipo di headset e browser. Il progetto è open source ed esplora vari aspetti della realtà mista. Con hub è possibile esplorare ambienti virtuali già strutturati o costruirne uno da zero. Pensato per la realtà mista, hub oltre ad essere accessibile a tutti e con qualsiasi dispositivo, è in continua evoluzione e si regge sul contributo di tantissimi sviluppatori desiderosi offrire le proprie conoscenze. Non resta che mettersi comodi e concedersi un bel giro fra scene di ogni genere: da semplici stanze a universi sterminati dove, con il nostro avatar personalizzabile, possiamo anche disegnare e scattarci delle simpatiche foto.

Serpentine
Galleries

Le Serpentine Galleries sono due gallerie d'arte contemporanea site una nei Kensington Gardens e l'altra nell'Hyde Park, al centro di Londra. Impegnata da sempre nella promozione di artisti contemporanei, in occasione del suo 50esimo anniversario presenta un programma che bene risponde alle urgenze odierne. I temi chiave includono l'ecologia e l'emergenza climatica, l'uguaglianza e l'educazione, l'impatto della tecnologia digitale e delle nuove tecnologie. Già nota per i suoi Serpentine Pavillons estivi, la galleria - in collaborazione con Google Arts & Culture - ha diffuso lo scorso anno un'open call dal tema Augmented Architecture. La “sfida” proposta è la creazione di una struttura innovativa, da sperimentare rigorosamente in realtà aumentata. Il bando fu vinto dall'artista danese Jakob Kudsk Steense con il progetto The Deep Listener. Il lavoro, ancora in corso dal 12 Luglio 2019, è una spedizione audiovisiva attraverso i Kensington Gardens e l'Hyde Park. Progettato come realtà aumentata e lavoro audio-spaziale scaricabile come app per dispositivi mobili, è sia un'opera d'arte pubblica site-specific che un archivio digitale di specie animali e vegetali che popolano i parchi. Il lavoro fa parte del più ampio progetto CONNECT BTS.

A-Frame

A-Frameè un web-framework nato per la creazione di esperienze di realtà virtuale tramite la scrittura in html. Il webVR è compatibile con i più diffusi visori (Vive, Rift, Daydream, GearVR) e leggibile da qualsiasi tipo di browser e device. Anch'esso come Hubs, il lavoro è frutto dal team MozVR, che ha rilasciato il framework come progetto open source all’interno di GitHub. La sua bellezza è dovuta alla capacità di sfruttare il DOM delle pagine web per la realizzazione di scene, camere, entità e componenti che permettono a qualsiasi sviluppatore - anche in erba - di creare il proprio mondo virtuale con semplicità contando sul supporto e l'aiuto di una folta comunità e di innumerevoli esempi e tutorial disponibili online.